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ALLEGAS

E' il primo saggio interamente concepito in lingua logudorese sulla lingua e la cultura della Sardegna. Già il titolo rimanda agli infiniti modi di comunicare in uso presso i sardi. Viene dal verbo allegare parlare e pertanto Allegas ha significato di "modi di parlare", di "parole", di frasi o espressioni.

    OBIETTIVI
Il libro apre con un saggio introduttivo sul significato che la lingua riveste per il popolo sardo e su come questo codice fosse capace di riflettere appieno le forme della produzione culturale dei parlanti.   

L'Introduzione si snoda negli innumerevoli percorsi della lingua, dal suono fino alla composizione delle parole passando attraverso il complesso sistema della nominalizzazione delle cose per giungere ai molteplici sistemi riflettenti gli stati d'animo dei sardo-parlanti.

Lo stile argomentativo di queste prime pagine è strutturato in maniera assai semplice e arricchito da esplicite domande per permettere al lettore di individuare problematiche e risposte in modo assai chiaro e immediato: Come è strutturata la lingua sarda? Quali linguaggi la compongono? Come riescono i sardi, pur nella frammentarietà linguistica, a capirsi a vicenda?

Questa prima parte si conclude con la manifesta intenzione dello scrivente di dare attraverso questo lavoro una indicazione di scrittura unificata.

Ma altri Obiettivi caratterizzano l'opera e questi si trovano esposti nella seconda sezione dell'Intro-duzione.

Nel lungo e variegato dibattito sulle forme di approccio da impiegare per l'insegnamento/apprendimento della lingua e della cultura sarda ci si trova spesso davanti a proposte tendenti ad assimilare la lingua sarda ad una lingua morta, oppure ad una lingua moderna europea da apprendere in modo utilitaristico. Raramente si propone di cogliere gli umori e lo spirito che animano l'espressione comunicativa di un popolo.

Da qui la necessità di un agile strumento didattico costruito in forma di gioco per permettere ai lettori di penetrare nelle infinite e ricchissime  forme combinatorie del linguaggio dei sardi per capirne i potenziali espressivi e imparare una tecnica analitica spendibile nello studio di altre lingue e altre culture.

    TECNICHE
La Strategia utilizzata consiste nella scomposizione delle forme espressive, nella collocazione all'interno di un momento topico e di un momento cronico così da rendere, ai messaggi comunicati, la reale significazione espressiva delle situazioni nel loro spazio e nel loro tempo.

    CONTENUTI
Unico contenuto è dunque la Lingua e la Cultura sarda viste nelle forme in cui esse si sostanziano, sul piano comunicativo, in modo squisitamente sincronico, attraverso la capacità articolatoria dei locutori.

Si parte da una situazione banalissima (Semper) scritta nella varietà Logudorese prima e Campidanese subito dopo per evidenziare in modo contrastivo la parentela fra le due macro-varianti.

La situazione di partenza si ripropone nel linguaggio onirico, nelle varie forme di imprecisione e approssimazione fino al modello puntiglioso, particolareggiato e preciso. La si ritrova in forma di testo telegrafico, nella massima visibilità della sintesi guidata, nella proposta contrastiva dei sinonimi, nella chiusura dell'ottava rimata dei poeti estemporanei.

La stessa situazione espressiva vive nella preoccupata visione della critica paesana come nella interattiva esperienza creativa del bar per trasformarsi nuovamente in suoni monosillabici e borbogismi impiegati nell'atto linguistico del salutarsi.

Il passaggio dalla minima unità fonica significante alla fredda analisi del sistema formale della grammatica, dell'ortografia, dell'onomastica, della filologia, delle varie forme di trascrizione fonetica o di figure retoriche, assume una forte carica ironica.

Il registro ironico continua per vestire le sembianze espressive del bambino, del carabiniere, del modernista anglo-tecnologico-dipendente, dell'emigrato in Francia, dell'analfabetese.

Ritornano i codici di composizione poetica tradizionale per costruire il contesto di una ambientazione teatrale alle forme espressive delle comari.

Abbondano in queste pagine i giochi di suoni e di parole per creare trasposizioni di significati e di significanti penetrando nella denuncia di stati di crisi sociale determinatisi in agricoltura come in politica, nell'economia e nel vivere quotidiano della comunicazione sociale.

Stili, registri, modelli di riferimento, significato e non-sens diventano mezzi per mettere a nudo, intorno alla metafora delle scarpe slacciate per affermare il diritto ad esprimersi liberamente, le molteplici forme della ricerca dell'identità anche quando questa è tutta personale.

Ma l'identità di un popolo non è forse costituita dall'insieme delle innumerevoli identità individuali?