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Dizionario etimologico dorgalese

Relazione

La raccolta delle parole del dorgalese, iniziata 45 anni prima di oggi, era spinta dalla molla della curiosità adolescenziale. La classificazione e lo studio sono maturati nel tempo della formazione specifica, con lo studio delle lingue moderne straniere. In seguito si è fatto progetto di speculazione di studio, quando l’interesse per le discipline demo-etno-antropologiche ha richiesto la conoscenza delle origini delle parole. La ricerca percorre un cammino di senso profondo per spaziare negli àmbiti culturali più diversi. Veste la richiesta di conoscenza delle persone, la discendenza parentale e familiare, la necessità di stabilire, o verificare, legàmi e tessiture di relazioni sociali. Assume sapore di antico che passa nel lento scorrere del tempo per riproporsi nella sua valenza attuale e futura. Anima la necessità di comprendere non la lingua strumento ma la cultura veicolata attraverso la combinazione di questa. Storie vissute, consuetudini consolidate, pratiche comuni, percorsi storici e radicamenti nella contemporaneità, proiezioni possibili nel tempo a venire scritte nel travagliato presente, agiscono come narrazione di un teatro demo-etno-antropologico in seno alle migliaia di lemmi raccolte. Passato, presente e futuro di una intera collettività si rimirano nello specchio de s’allèga in cui si esprime la totale gamma delle azioni e dei sentimenti umani. L’investigazione di questa pluridecennale ricerca spazia nel farsi della comunità a cui l’autore appartiene. Egli vi si immerge per viverla e ne riemerge per osservarla. Il Dizionario Etimologico Dorgalese vuole ripagare il debito di appartenenza. Penetra profondamente nello spirito che anima la lingua dell’autore e dei suoi conterranei. Riesplora la memoria de su connottu condiviso. Spazia fra le sonorità delle filastrocche per l’infanzia e la saggezza distillata nei proverbi. Esamina materiali e forme dei manufatti prodotti dall’artigianato di Dorgali. Tratta dei mestieri e delle professioni che dicono dell’economia del fare della popolazione, nelle diverse specificità consegnate dall’organizzazione socio-culturale che assegnava distinte mansioni per l’uomo e la donna. Ripercorre il territorio de su sartu e verifica il significato dei nomi dei luoghi sciogliendo la etimologia di numerose centinaia di toponimi. Documenta le diverse tappe della ciclicità delle specie botaniche per descriverne l’impiego nell’allevamento, nella medicina popolare o nella creazione artigianale. Si distinguono le numerose forme zoologiche nella variegata ricchezza ornitologica come nella multiforme declinazione del bestiame d’allevamento. Affiora la peculiarità anche soltanto rionale, quando non esclusivamente parentale, di pronunciare un codice linguistico comune ancorché vario che rende ancor più intrigante la ricerca sul parlare di una plurale comunità paesana. Il lemma viene esplorato. Sono distinte tutte le componenti linguistiche. La parola è scritta senza altro artifizio che i segni dell’alfabeto riflettenti i suoni del parlare della gente comune. È specificata l’intensità sonora del termine in trascrizione fonetica riproducibile da esterni alla comunità dorgalese. La specificità grammaticale di ogni parola è classificata in modo puntuale. Sono proposti esempi chiarificatori dell’impiego linguistico. Appaiono costanti rinvii alla storia degli eventi della Sardegna. La comprensione è agevolata attraverso la fornitura del sema del lemma esaminato costruendo così le famiglie di vocaboli che sembravano essere stati scomposti: la raccolta consta di circa 12.000 paragrafi per un ammontare di oltre 30.000 lemmi. Agisce nell’ordine di una didattica che, a lungo, l’autore ha coltivato come strumento dell’operatore culturale, per costruire il senso di una identità linguistica capace di uscire dall’àmbito di Dorgali per proporsi come imprescindibile modello nella creazione del repertorio linguistico-lessicale di tutti i sardi.

 

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