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SU PRINZIPEDDU

Il romanzo "Le Petit Prince" di Antoine de Saint-Exupéry è uno dei  capolavori della letteratura mondiale e sicuramente il  più bel racconto per l'infanzia.

Impossibile contare il numero di copie vendute, le lingue nelle quali è stato tradotto, le versioni rese in cartoni animati,  in forma teatrale o semplicemente in nastro-cassetta.

Il romanzo è ormai ritenuto un indispensabile strumento di  lavoro  nella  scuola di ogni ordine e grado e in  particolare dai maestri elementari perché facilmente drammatizzabile. Nella scuola  media inferiore e superiore viene largamente adottato  dagli insegnanti di:

a) Lettere - per la semplicità della forma della scrittura;
b) Pedagogia - costituisce quasi un saggio sui rapporti di  comunicazione fra adulti e bambini;
c) Lingua Francese - è uno dei pochi testi utilizzabili per  ogni livello di apprendimento, dalla scuola elementare fino all'università.

La natura del testo narrativo (la non abbondanza di aggettivi), la  linearità argomentativa (strutturata attraverso  un sapiente uso  di avverbi, connettori e figure retoriche) oltre al  superamento dell'ordine cronologico nella narrazione, fanno di  questo romanzo un imprescindibile esempio di esauriente sintesi per  coloro che studiano Teoria e Tecniche della comunicazione di massa.

Per tutte le caratteristiche evidenziate, per la materia  trattata  nel testo, per la profonda conoscenza del romanzo e per la passione che coinvolge emotivamente lo scrivente, nell'uso quotidiano di questo libro con le proprie scolaresche, A. Deplano -  già Traduttore e Interprete A.I.T.I. - ha ritenuto  importante produrne una versione in una variante della lingua sarda.

Le  finalità del lavoro sono pertanto molteplici. Oltre  all'esercizio della propria professionalità di traduttore da una lingua ad un'altra, era pressante la necessità di interpretare  questo testo per verificare l'estensione formale, lessicale e semantica della lingua sarda. L'esperimento è riuscito: il testo sardo mantiene  intatte  la fluidità e scorrevolezza  della narrazione della lingua francese quanto l'efficacia del linguaggio per immagini e la forza delle figure retoriche.

Raggiunto il primo obiettivo si è ritenuto utile trasformare il romanzo Su Prinzipeddu in un sussidio didattico - anche multimediale - di portata multidisciplinare per un approccio allo studio della lingua e della cultura sarda.

Gli strumenti attraverso i quali raggiungere il secondo  obiettivo si sono individuati nella messa a punto di una serie di proposte di attività didattiche comprendenti:

- Questionari (utilizzabili a stampa o su software)
a) a scelta multipla
b) vero o falso
c) ricostruzione del testo su funzioni e competenze
d) astrazione del concetto e sintesi lessicale
e) verifica comprensione particolare del testo
f) verifica comprensione globale del testo

- Esercizi di completamento (utilizzabili a stampa o su software)
a) confronto su pronuncia, lessico e forma delle varianti
b) grammatica

- Prospetto lessicale (realizzabile a stampa o su software)
a) Comparazione del lessico sardo italiano francese

- Proposte di attività di lavoro e ricerca su temi:
a) Adulti e bambini
b) Animali
c) Cosmo
d) Vocabolario

per affrontare tematiche relative a:
Lingua, Società, Letteratura, Cultura popolare, Attività  manuali e  pratiche, Etnologia, Sociologia, Scienze,  Arte, Artigianato, Economia, Allevamento, Industria, Geografia, Tradizioni popolari, Poesia, Botanica, Antropologia, Educazione Civica, Linguistica.

Le attività proposte tendono, sul piano tecnico, a stimolare la comprensione di un testo narrativo, nei vari aspetti che lo compongono, e a fare rielaborare in modo guidato o  autonomamente i contenuti del testo. E' stato dunque riservato particolare  riguardo alla produzione scritta espressa sulla carta o  attraverso il computer. Obiettivo fondamentale delle Proposte di Attività è stimolare la conoscenza della cultura sarda, e  la  ricerca sui Temi e sulle tematiche dovrà essere svolta - oltre che  sulle nostre  suggestioni  - sull'esperienza  del  reale,  coinvolgendo principalmente  la famiglia e tanti informatori   della  società:

anziani che tramandino le loro esperienze e lavoratori che  illustrino le loro produzioni.

Finalità, strumenti, tecniche individuati fin qui sono uno stimolo per i docenti e gli alunni delle scuole sarde perché partano dalla conoscenza della realtà vicina a loro per costruire  un sapere  universale. Questo infatti non sarà  mai solido senza  una puntuale  riappropriazione delle varie componenti  della  cultura particolare che può riscoprirsi anche tramite un capolavoro della letteratura mondiale.