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In mezzo al guado

Per vari decenni del XX secolo era facile ascoltare, nei bar di Orgosolo, variegate formazioni di cantori a tenore composte da ottimi elementi in ogni parte vocale. Spesso si esibivano anche sui palchi di comuni sardi talvolta con una diversa voce di falsetto, differenti voci gutturali o altro solista. Si trattava di gruppi di amici che fin da giovanissimi esprimevano la passione per il canto della tradizione barbaricina, naturalmente intercambiando sos petzos come capita nei comuni in cui è diffuso su tenore. Successivamente, le strade della vita si diramano in ragione delle esperienze che si propongono a ciascun individuo nel trascorrere del tempo: alcuni di quei giovani finirono per cantare in formazioni di canto organizzate in maniera semi-professionale mentre altri seguitarono a vivere la partecipazione al canto come manifestazione di amicizia con le persone di ogni età, in qualunque luogo in cui era concesso cantare, vivere s’ispaju

Orgosolo esprime dal 1969 testi di impegno sociale nel canto di interpreti affermati nel panorama musicale isolano. Nel secondo lustro degli anni settanta si cambia radicalmente direzione e si intonano anche poesie di autori classici: la confezione del prodotto discografico si dispone a nuovo fermento.

Nel 1982 la Tirsu di S. Medinas pubblicò una fortunata antologia di canti di un coro chiamato sa Cumpanzìa. Sono amici che coltivano la passione del canto per diletto e per questo motivo lo curano nell’esecuzione dei testi poetici come della musica creata dalle voci. Il ruolo della mezza-voce era solitamente ricoperto da Nicola Zobbo, diretto continuatore del timbro e del fraseggio di tziu Bicocca.

Basso (Pippinu Corràine) e contra (Boelle Sanna) sono nati insieme e vivono una magnifica intesa musicale senza segreti. La fusione delle due voci gutturali non concede nulla all’improvvisazione. Hanno timbriche mature, genuinamente aderenti alle identità orgolesi di quei ruoli. Il loro impasto è avvolto in misura notevole da una delle più belle voci di falsetto del canto orgolese. Antonio Buffa ha un carattere forte, attivo: il suo timbro è brillante e conta una rodata esperienza da interprete semi-professionista nel Gruppo Rubanu in cui cantò dagli inizi e fino allo scioglimento del sodalizio.

Voce solista è Antonio Nicola Cossu che intona i testi del suo poeta prediletto (P. Mereu) come di poeti contemporanei che lo stimolano e intrigano, ma anche le composizioni di sua mano.  Ha timbro scuro, ottimo ritmo e preciso rispetto della struttura strofica: conosce il canto. 

Le canzoni contenute nella cassetta TRC 305 tratteggiano un quadro assai preciso del momento di cambiamento del canto a tenore di Orgosolo. Convivono poesie di impegno politico e sociale come S’unidade di A. N. Cossu quasi a stabilire un legame con i componimenti di P. Mereu (Cussizos a un’amigu e Su testamentu) interpretati già da alcuni decenni.

Le altre poesie della raccolta avevano sapore celebrativo (Orgosolo) oppure vivevano nell’espressione di quel ritmo, sempre nuovo, del ballu tundu (di Giovannantonio Cossu di Thiesi). Una poesia di quella cassetta colpì particolarmente per la sonorità delle parole che la costruivano: Limba maledica eseguita a sa seria. Il sonetto del sedilese Giovanni Tanda gioca con l’apertura dell’idioma sardo ai prestiti linguistici per esprimere aggettivazioni in ambiti lessicali in cui la limba accusa tutta la sua povertà. Si costruisce così un ricercato quanto difficile gioco di equilibrismo su parole formate da tre a cinque sillabe e sulle quali basso contra e mesu-voche hanno il difficile compito di adattare i corfos della pratica del canto del paese supramontino. 

I canti furono registrati dal produttore discografico nella casa di Giuseppe Biancu che subentra a Cossu nell’esecuzione delle strofe del poema A Eugenio Unale. Quel canto non fu inserito nel volume del 1982, insieme ai brani 7°, 8° e 10° di questo Cd ma l’anno successivo, S. Medinas produceva la cassetta TRC 349 che ebbe, come la precedente, ottima accoglienza fra il pubblico di appassionati del canto a tenore.